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Agazio Furina - Membro del Consiglio Nazionale del PLI-Coordinatore Provinciale Roma Sud-Gruppo Regione Lazio
POLITICA
29 ottobre 2009
“Caso Marrazzo: Il bipartitismo dei veleni”



Dichiarazione di Antonietta Brancati (LRR) Capogruppo dei Liberali Riformisti

Quando lo scontro politico si trasferisce, come è avvenuto in Italia, dal terreno ideale e valoriale a quello del potere, produce cattivi governi ed un’ondata irresistibile di veleni. In questi giorni i media, nell’intera completezza ci si sono buttati a capofitto sulle faccende private di Piero Marrazzo, sottoponendolo a una gogna mediatica di inaudita violenza, mettendoci dentro di tutto e di più, ad eccezione del Foglio, senza alcun rigurgito di garantismo. I cittadini normali, gli uomini semplici non possono non essere turbati da tutto ciò e domandarsi in che Paese viviamo?

Noi Liberali siamo sempre stati per la solidarietà e garantisti per natura, pertanto vediamo la questione che ha investito Piero Marrazzo soprattutto sul piano umano e da cittadino. Quindi noi siamo totalmente solidali a livello umano ci battiamo perché il dramma che ha investito ora Piero Marrazzo, che aveva investito già Enzo Tortora, non ci accadano più nel nostro Paese. Gli ipocriti cinicamente oggi affermano che ‘Però che è stato bravo, ha avuto il coraggio di autosospendersi e poi di dimettersi’, e mi chiedo perché cosa altro poteva fare? Eppure di questi ipocriti ce ne sono in gran quantità, e si parano nell’ombra. Molti di questi stanno dietro le televisioni e nei giornali. Il caso Marrazzo è frutto di una società farisaica, arretrata, ipocrita e cinica che non tiene conto dei drammi personali.

Berlusconi per i primi due anni aveva promesso una società liberale; poi quando si è reso conto che poteva continuare a vincere senza convincere, usando le sue arti commerciali, si è occupato esclusivamente dei propri affari e dei suoi problemi, mentre la società imboccava la via del declino liberale, e anzi si cercava di imporre ai cittadini il bipartitismo dei veleni.

Purtroppo sono cadute quelle garanzie liberali che difendono dal calvario i diffamati e i calunniati. Vorrei ricordare che qualche anno fa Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti in carica, subì, come è accaduto a Piero Marrazzo, un attacco mediatico formidabile ed una conseguente indagine giudiziaria costata 40 milioni di dollari ai contribuenti americani, perché accusato di rapporti con una stagista.

La moglie di Bill, l’attuale Segretario di Stato Americano, Hillary, sostenne orgogliosamente suo marito in tale miserabile frangente, come sta facendo la moglie di Piero Marrazzo. Questo tanto per ribadire il coraggio delle donne.

Le strumentali accuse fatte a margine a Bill, comprese quelle di avere inizialmente negato il fatto, formulate dai benpensanti interessati, non ebbero l’esito desiderato e Bill rimase al suo posto con grande dignità e competenza fino allo scadere del suo secondo ed ultimo mandato. Ora Clinton è uno degli uomini politici più amati e rispettati, in America e nel mondo.

Oggi dobbiamo discutere delle nefaste dimissioni del Presidente Marrazzo.

Se, come dichiara il PM, il presidente Marrazzo non è indagato per nessuna ipotesi di reato di cosa stiamo discutendo? C’è qualche legge nazionale o regionale che proibisce di avere relazioni anche diverse? No, c’è solo la violenza dei media.

Dunque questi non sono affari nostri, nessuno chiede di rendere di pubblico dominio le abitudini sessuali di nessuno, né di destra né di sinistra, potremmo fare esempi ma non ci prestiamo a questo gioco al massacro e nessuno di noi chiederà mai di rendere pubbliche le cose private. Evidentemente il peccato di Piero Marrazzo è quello di non aver rubato, di non essersi fatto i soldi approfittando del ruolo svolto, di non aver costruito un labirinto di clientele con “raccomandazioni” come in uso fin dai tempi della vecchia democrazia cristiana e tuttora di grande attualità per i nostalgici del mestiere.

Ha il Presidente Marrazzo procedure giudiziarie in corso in materia di corruzione, concussione, appropriazione indebita, turbativa d’asta, lady asl, corsi di formazione fasulli, e chi più ne ha più ne metta? No, e allora perché mai si doveva dimettersi, come gli è stato chiesto a gran voce? Non risulta il peculato, non risulta la corruzione, non risultano neppure relazioni con minorenni!

S’è per caso dimesso il senatore Toscano per i suoi problemi con la gravissima sanitopoli pugliese, per le sue amicizie tarantiniane? lui si che dovrebbe farlo, ma si è ben tutelato con l’immunità parlamentare come altri esponenti del PDL qui nel Lazio, interessati da gravissimi scandali, che oggi sono in parlamento.

Non si può nemmeno dire che si tratta di due pesi e due misure perché Marrazzo nulla ha commesso di quanto pubblicamente è stato attribuito a Toscano e a quest’altri signori. La questione è ancora più grave.

Non vorrei che Marrazzo avesse dato fastidio in quanto svincolato da logiche e interessi e questo dello scandalo sessuale, che scandalo è solo per i baciapile, con le sue implicazioni, è solo un pretesto, magari voluto. Vedremo nei prossimi mesi quali saranno le candidature, magari più “sensibili” alle logiche ed agli interessi inconfessati ed inconfessabili, ma quello che ha stupito è che è stato presentato un uomo con la faccia pulita e non si è voluto pagare il prezzo che comporta l’onestà del medesimo.

Indro Montanelli osservava: conosco tanti mascalzoni che non sono perbenisti, ma non conosco nessun perbenista che non sia anche mascalzone. La vicenda Marrazzo rende ancor più ineludibile una attenta riflessione sullo stato della convivenza politica in questo paese.

E per questo che noi Liberali e Riformisti, certi di interpretare i desideri di qualsiasi persona liberale, repubblicana e riformista, e soprattutto libera, di spirito e da interessi, abbiamo chiesto al Presidente Marrazzo di rimanere al suo posto, al di là di una questione tanto personale, come peraltro aveva fatto Bill Clinton.

Non a caso il nostro gruppo liberale e riformista non ha mai chiesto le dimissioni del Presidente, ma le rispettiamo solo se sono una sua scelta personale. Non sono emersi fatti da lui commessi che potessero giustificare una richiesta del genere. Ci sono solo violazioni da parte di terzi delle più elementari regole nel funzionamento della struttura pubblica e nel corretto utilizzo dei mezzi di informazione.

Tanto che stentiamo perfino a credere che possano esservi state pressioni sull'interessato per indurlo a passi indietro per ragioni di salute e addirittura a dimissioni non dovute, solo perché una concezione ipocrita e conformista dei rapporti politici imporrebbe di farli dipendere dalle preferenze sessuali delle persone. Oggi, il nostro maggior impegno deve essere quello di contribuire a realizzare un nuovo e diverso clima politico in cui si riscopra il confronto sui diversi progetti e sulle diverse alleanze programmatiche di governo.

Bisogna dire basta alla battaglia politica fatta attraverso il buco della serratura, nelle garçonnières, sotto le lenzuola e in generale occupandosi solo del privato. Ogni persona, di qualsiasi genere sia, è prima di tutto un individuo e l'esperienza storica ha mostrato che i cittadini sono tanto più liberi e la convivenza più fruttuosa quanto più è robusto il diritto al proprio privato garantito costituzionalmente.

Distorcere la passione politica fino a farle invadere il privato è un errore molto grave e assai pericoloso. Bisogna che cessi subito l'andazzo che è andato crescentemente ammorbando la nostra società.

Oltre a questo aspetto, nella fattispecie si sono appunto verificati pesanti violazioni dello stato di diritto e dell'uso dei mezzi di informazione. Del tutto inaccettabili. La vicenda è scoppiata pubblicamente non perché vi sono state le opportune indagini su un tentativo di estorsione a danno dell'interessato perpetrato da pubblici ufficiali ma perché il provvedimento del magistrato a carico di terze persone è stato reso noto a chiunque nella sua interezza.

Ormai è diventata un'abitudine, ma non per questo è meno illegale e odiosa. Dalle procure filtrano notizie come da un colabrodo, vi sono più buchi che negli acquedotti siciliani. E questo fatto di per sé distorce i principi cardine della convivenza, che si fonda sul rispetto della legge, non sulla condanna erogata e da espiare, come nel far west, prima di un giusto processo. Nessuno può nascondersi più dietro la ritualità delle inchieste ogni volta fatte nelle Procure senza individuare mai le responsabilità. Il ripetersi della fuga di notizie sui provvedimenti impone una svolta nei comportamenti per iniziare finalmente ad individuare le responsabilità effettive nella violazione delle procedure.

Inoltre la vicenda Marrazzo ha ancora una volta messo in evidenza un modo distorto nell'uso dei mezzi di informazione. Noi siamo convinti che compito dei mezzi di informazione in una democrazia libera sia dare ai cittadini le notizie indispensabili per consentire loro di giudicare quanto fa chi li governa e chi li rappresenta. Solo che, come è ovvio, qualunque mezzo di informazione diffonde le notizie filtrandole.

Però il filtro dominante ha finito per essere quello delle notizie in vario modo scandalistiche (sulla vita privata o sul potere dei personaggi noti), notizie scandalistiche che sostengono la tiratura puntando sulla morbosità ma fanno riflettere poco o punto sulle cose da fare. Ciò attiva una sorta di frullatore mediatico che tende a trasformare l'attitudine a vedere e a capire la realtà avendo la prospettiva di riforme nel tempo, in una frenesia di far apparire come realtà quello che invece è semplicemente voler cogliere l'occasione dello scoop ad ogni costo. Senza approfondire i reali meccanismi sottostanti e senza verificare i comportamenti effettivi delle persone. Gli unici parametri utilizzati sono quelli dello spettacolo, del presunto evento storico, della bacchetta magica.

Ecco perché, a cominciare dall’agenzia ANSA, larga parte dei giornali – e purtroppo pressoché tutti quelli dell’opposizione nazionale – in questo caso ha ritenuto questione politica fondamentale mettere in risalto la vicenda Marrazzo, che è solo una vicenda privatissima. E perché in generale, da mesi, in diverse circostanze si è cercato di dettare un’agenda politica fondata su prestazioni sessuali come sistema di approccio sostitutivo della professionalità operativa e degli approfondimenti politico culturali. Il che tra l’altro distoglie l’attenzione da ogni sforzo per costruire un progetto alternativo nella conduzione dei vari livelli istituzionali, cosa che, voglio rilevare di passaggio, è una forma di aiuto non richiesto ma graditissimo al perdurare del dominio politico culturale del berlusconismo, nonostante i mistici dell’opposizione dicano a parole di volerlo mandare a casa.

Il nostro gruppo Liberali e Riformisti ritiene che queste tre questioni debbano divenire il fulcro di un impegno politico sempre più partecipato. Specie trovandoci a fine legislatura e avviandoci comunque al momento elettorale, crediamo molto importante che queste problematiche costituiscano l'essenza del metro con cui ci si confronterà per costruire le alleanze di governo da proporre ai cittadini.

La politica, siamo convinti, deve ritornare sempre più ad essere una sede di proposte concrete per riforme capaci di attivare il cambiamento sociale tra i cittadini in carne ed ossa. Chiediamo altresì agli avvoltoi della morale altrui di fare un passo indietro per permettere all’Italia tutta di fare un passo avanti.

Una cosa sola è certa: questo imbarbarimento è conseguenza di un forzato bipartitismo, tutto proteso alla conquista del potere, che ha come conseguenza, la spasmodica ricerca dello scandalo che possa destabilizzare chi lo detiene, sia da parte dell’avversario, ma, sovente, a causa del fuoco amico del concorrente della stessa parte. Il Presidenzialismo potrebbe portare, in questo clima di personalismi e di qualunquismo, alla elezione dell’eroe o dell’eroina di turno del “grande fratello”. Attenzione! Ringraziamo, quindi, i fondatori della Repubblica per la loro lungimiranza nel concepire una Costituzione, fondata sulla separazione dei poteri. Il delicato equilibrio tra Presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale, indipendenza del Potere Legislativo, come dell’ Ordine Giudiziario, si rivelano, oggi più che mai, valori permanenti da difendere.

Grazie Presidente Marrazzo per tutto quello che hai fatto per questa Regione, hai fatto tutto quanto hai potuto per non farla sprofondare. Hai tutta la nostra incondizionata solidarietà a livello politico e umano.



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POLITICA
14 luglio 2009
Prossime Elezioni Regionali e Amministrative
  


Si è riunita mercoledì sera a Roma , la Direzione Regionale del P.L.I. alla quale ha partecipato anche il Segretario Nazionale del P.L.I. On.le Stefano De Luca.

La Direzione Regionale, dopo una ampio dibattito sull’attualità politica, ha affrontato i temi ai prossimi appuntamenti elettorali.

E’ stato deciso di presentare alle prossime elezioni Regionali del Lazio una lista di ispirazione Laica e Liberale che possa coinvolgere oltre al P.L.I anche altri movimenti ed associazioni di ispirazione liberale.

E’ stato deciso all’unanimità di costituire un gruppo di coordinamento per l’organizzazione delle elezioni Regionali ed Amministrative della prossima primavera che sarà costituito da 6 membri della Direzione Regionale nelle persone di: Adriano Cosimati, Agazio Furina, Michele Lombari, Vincenzo Minieri, Marcello Mariani e Massimo Staccioli.

In considerazione che il PLI vanta la presenza in Consiglio Regionale del Lazio del Consigliere Antonietta Brancati membro della Direzione Nazionale del Partito, la Direzione Regionale ha dato mandato alla stessa di verificare tra le forze laiche , democratiche e riformatrici, presenti nell’attuale Consiglio Regionale, la possibilità di costituire una comune lista per le prossime Regionali.

La Direzione ringrazia il Segretario Nazionale On le Stefano De Luca e tutti i Membri per la partecipazione alla riunione e per la disponibilità ad impegnarsi personalmente per l’affermazione di una lista liberale, invita tutti gli iscritti al partito ed i simpatizzanti a rendersi parte attiva per una forte promozione dei valori liberali nel territorio della Regione.

E’ questo un momento difficile per la politica, ma proprio per questo anche pieno di opportunità; infatti la forte disaffezione dei cittadini verso i Partiti e le Coalizioni che hanno gestito negli ultimi anni le Amministrazioni locali, rende più competitiva una lista Liberale Laica e Civica.

Pertanto rivolgiamo a tutti gli amici un invito a ricercare convergenze sulla nostra iniziativa politica, di movimenti, associazioni e singole personalità della società civile.

Sarà, operativo un punto di ascolto di ogni possibile proposta o suggerimento che ci vorrete sottoporre presso i seguenti numeri telefonici 06 – 65937000- 7001 o sarà possibile contattarci alla seguente Mail:
 plilazio@libero.it


Il Segretario Regionale
On. Roberto Petrassi




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POLITICA
19 giugno 2009
Digitale Terrestre-Lazio

 
Dichiarazione del Consigliere  Regione Lazio Antonietta Brancati
Capogruppo dei Liberali

Abbiamo accolto con soddisfazione le dichiarazioni del Presidente Marrazzo dello stanziamento di un milione di euro da parte della Regione Lazio per aiutare le fasce deboli anziani e meno abbienti, per la fornitura dei decoder.

Quando per primi, agli inizi di giugno abbiamo lanciato l’appello perché la regione intervenisse a favore delle persone disagiate, eravamo certi che il Presidente Marrazzo lo avrebbe accolto con la sensibilità che lo contraddistingue a favore della solidarietà, contro la discriminazione.

A nostro avviso sarebbe stato opportuno da parte del Governo prevedere la distribuzione gratuita dei decoder di base a coloro che pagano il canone e lasciare al mercato le strumentazioni più sofisticate ed i pacchetti aggiuntivi. 

Il passaggio al digitale terrestre, come per primi abbiamo denunciato, rischia di penalizzare tanti cittadini delle cosiddette fasce deboli, meno abbienti e anziani con pensioni sociali.

A nostro avviso si è registrato un grave ritardo nelle informazioni a tali categorie sullo sconto di 50 euro per l’acquisto previsto dal Governo, sconto che di per sé non basta, ma come abbiamo già chiesto andrebbe integrato ai cittadini laziali rientranti in queste categorie, con il contributo della Regione Lazio.

Il sostegno economico sarebbe auspicabile perché chi già è penalizzato non venga colpito da un onere difficile da sostenere e quindi discriminato.

Agazio Furina- Consigliere Nazionale PLI

 

POLITICA
19 giugno 2009
Referendum- No al Voto

 


Referendum- Brancati (L.R) : La presa in giro degli elettori da parte di PD-PDL

 Dichiarazione di Antonietta Brancati Capogruppo dei Liberali ed esponente del Comitato “Batti il Referendum Elettorale”

Il NON VOTO è un modo chiaro e netto di bocciare il Referendum elettorale che se passasse modificherebbe in modo peggiorativo il porcellum vigente.

Le dichiarazioni di esponenti del PD, come Nicola La Torre di votare sì, perché così si avvierebbe la discussione sulla riforma elettorale, sono non veritiere e difficilmente praticabili, perché dopo il referendum non si discuterà un bel niente, come non se ne è discusso negli ultimi anni.

E’ solo un modo surrettizio per ottenere il bipartitismo, che i due partiti PD-PDL inseguono da anni, a scapito della rappresentatività democratica e pluralista, prendendo in giro gli elettori dietro false promesse.

Purtroppo stiamo riscontrando che nei dibattiti televisivi non viene rispettata la par condicio, dando una pessima e arrogante informazione.

Lo dichiara Antonietta Brancati, Capogruppo dei Liberali alla Regione Lazio ed esponente del Comitato “Batti il Referendum Elettorale”

Deploro l'iniziativa pubblicitaria del Cannocchiale per cui nello spazio pubblicitario appare a rotazione il messaggio per il voto al referendum del comitato promotore. Lo considero una violazione della libertà di pensiero e opinione degli iscritti e visitatori e un offesa alla Democrazia.
Agazio Furina
Consigliere Nazionale PLI



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POLITICA
24 aprile 2009
Seminario PLI- 8 e 9 Maggio

 



Il Senatore Gary Hart
Aspen Institute, Colorado, US

8-9 Maggio 2009

il PLI organizza a Roma un importante seminario dal titolo

“La grande crisi e le sfide globali”.

Alla due giorni dedicata all’economia e alla finanza parteciperanno relatori di rilevanza internazionale, tutti gli amici liberale sono invitati a partecipare. Il programma completo lo potete trovare

QUI


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POLITICA
31 marzo 2009
La Regione Lazio fa propria la proposta Liberale del pagamento dei debiti degli enti locali


Logo Regione Lazio

In ordine alla delibera assunta dalla Regione Lazio di intervenire con un fondo di 60 milioni di euro per pagare i debiti degli enti locali. Il consigliere regionale  Antonietta Brancati  dichiara:” Sono lieta che il Presidente Marrazzo e la sua giunta abbiano fatto proprio quanto da me sollecitato con la proposta di legge presentata nei giorni scorsi. Rilevo che il meccanismo approvato dalla giunta sia macchinoso e che comporta per i creditori una ulteriore attesa di 180 giorni. Proporrò di modificare il provvedimento consentendo a tutte le imprese che hanno crediti certi, liquidi ed esigibili di accedere immediatamente al fondo di garanzia, senza aspettare la certificazione degli enti locali, che potrebbe anche non arrivare. Chiederò pertanto che il provvedimento venga portato con urgenza in consiglio regionale per apportarvi i necessari miglioramenti.” Il Consigliere Brancati rileva-inoltre  che non intende rivendicare un diritto d’autore non previsto per le iniziative politiche, desidera invece che secondo lo spirito della sua proposta l’effetto del provvedimento possa essere immediato per fronteggiare la crisi.

 La Legge Regionale a tutela dei fornitori regionali.

"La legge regionale vuole tutelare i fornitori regionali, che rischiano di fallire per la stretta creditizia con la conseguente perdita di posti di lavoro".

Intervento di Antonietta Brancati Capogruppo dei Liberali Regione Lazio

"Il cronico ritardo nei pagamenti di tutte le commesse pubbliche, rappresenta un costo elevatissimo per le aziende creditrici. In un periodo di grave crisi come l´attuale, comporta il rischio concreto di fallimento, con conseguente perdita di posti di lavoro, come da molte parti segnalato.

Noi con un solo articolo intendiamo spostare i crediti dal fornitore al debitore. In una fase di obiettiva restrizione creditizia, si eviterebbe alle aziende di trovarsi in condizioni di illiquidità,e, quindi, esposte al rischio di fallimento, per esclusivo fatto e colpa dell´inerzia delle pubbliche amministrazioni. Specificatamente, per quanto concerne la competenza regionale, tutti i crediti nei confronti della Regione, degli enti territoriali, delle aziende e delle società pubbliche o a maggioranza pubblica potranno divenire immediatamente esigibili con atto di cessione agli istituti bancari operanti nel territorio regionale e con garanzia e costo di relativi interessi a carico della regione, secondo i termini di una convenzione da approvare.

Le stime sull´entità della crisi economica e sulla sua durata, continuamente aggiornate dalle varie istituzioni interne ed internazionali, appaiono sempre più allarmanti.

Questo a riprova che le previsioni economiche sono sempre complicate, specialmente se all´origine della recessione globale c´è una crisi bancaria ancora in atto e di cui non se ne conosce esattamente l´entità.

L´unica certezza è che, in questi casi, il decorso e la profondità della crisi hanno una dimensione maggiore di una normale depressione.

Tutti invocano aiuti per le PMI, il Presidente Marrazzo ha lanciato il patto contro la crisi, in particolare punta su un grande accordo con banche e imprese che rappresenti una leva per il credito, e la Regione avrà il ruolo di garante.

Il Presidente Marrazzo ha dichiarato che la Regione non sia solo ente erogatore, ma diventi anche ente che garantisce le liquidità, perché cittadini e imprese ce la possano fare.

Ma se le imprese non lavorano con liquidità, trovano facile humus le organizzazioni criminali.

La crisi economica che stiamo attraversando, aggrava la situazione dell´accesso al credito. Quella alle porte è la crisi peggiore degli ultimi decenni, come certifica la Banca Centrale Europea, e solo il 27% degli italiani non ne avverte il peso. Secondo il Fondo Monetario Internazionale nel 2009 per la prima volta dal 1945, il PIL Mondiale scenderà sotto lo 0%, cioè l´economia non crescerà, tale dato viene confermato anche nel Lazio dal rapporto semestrale della Federlazio.

Ma sono pochi coloro che insistono sul fatto che per dare alle PMI una boccata di ossigeno, basterebbe che le P.A. onorassero gli impegni nei loro confronti, pagando i crediti in tempi ragionevoli.

Citiamo ad esempio le forniture delle strumentazioni ed apparecchiature sanitarie, le forniture di beni e servizi etc., che lamentano il mancato rispetto dei tempi dei pagamenti, stabiliti dalla legge 231/02.

Quello che le imprese vogliono evitare è l´assalto delle finanziarie e peggio ancora degli usurai.

Solo i fornitori nel settore sanitario ospedaliero sarebbero 400 e sulla base di cifre fra il 2006 e il 2007, i crediti da riscuotere sarebbero intorno ai 400 milioni di euro su cui avrebbero messo l´occhio le finanziarie, per acquistare i crediti per poi rivalersi sulle casse regionali con decreti ingiuntivi.

La media UE di pagamento dei fornitori sono 62 gg., invece dei 138 gg.. di media, e già con tempi più brevi per la disponibilità di liquidità per molte aziende cambierebbero le cose e si rimetterebbe in moto l´economia. Non a caso Draghi, nel suo intervento alla Commissione Finanze della Camera, ha invocato maggiore correttezza nei comportamenti di Stato, Regioni, Province, Comuni, Aziende Municipalizzate e Asl. Ma per risolvere il problema, non basta la "moral suasion". Regna confusione sia sull´ammontare del debito che sulla suddivisione dei conti non pagati fra vari settori della P.A: sembra che il maggior colpevole non sia lo Stato, che sarebbe debitore per soli 10 miliardi, ma Asl, Comuni e Province, che spesso non dispongono della liquidità necessaria a saldare le fatture e spesso accumulano ritardi addirittura di anni. La situazione è talmente incancrenita, che le banche sono diventate restie ad accettare i crediti delle aziende verso la P.a. come garanzia per i prestiti, mettendo le PMI in grave difficoltà

Il pagamento delle forniture in tempi certi sarebbe il modo più efficace e soprattutto più morale, di operare per la trasparenza e la moralizzazione della P.A., un intervento che l´aggravarsi della recessione sta rendendo comunque indispensabile.

Federlazio rileva da una indagine svolta su un campione di imprenditori sulle principali cause che avrebbero influenzato negativamente l´attività della propria azienda nel II semestre 2008, il 30,7% degli intervistati ha parlato di ritardi dei pagamenti da parte dei committenti.

Sul fronte dei rifiuti non va meglio per l´insolvenza dei comuni che potrebbe portare al blocco delle discariche..

Un debito stimato complessivamente ca. 230 milioni di euro, che riguarda solo lo smaltimento finale, debito in gran parte distribuito tra Roma, Pomezia e Nettuno, a cui si aggiungono Latina, Rieti e Ciampino.

Ricapitolando 450 milioni sono dovuti all´ASFO

230 ca milioni sui rifiuti a cui si aggiungono i crediti per l´igiene urbana e quelli delle cliniche private e dei laboratori di diagnostica e di analisi

In conclusione i debiti potrebbero aggirarsi sul miliardo di euro, calcolando un interesse del 5% si dovrebbe mettere una posta di almeno 50 milioni di euro.

Esiste già una copertura prevista nella finanziaria di 30 milioni di euro come fondo di rotazione per il pagamento dei crediti alle PMI verso la P.A.

La legge va a coprire il costo totale dell´operazione a completamento di quanto previsto dalla Finanziaria.

La Proposta di legge tende a dare una soluzione immediata e certa al problema e ad assicurare liquidità alle Aziende".




Agazio Furina- Portavoce presso il gruppo Consiliare Regione Lazio


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POLITICA
11 marzo 2009
Da Pd e Pdl una riforma che cancella il pluralismo

 
"Trovo esagerato il trionfalismo  per una riforma che non rappresenta alcuna innovazione sul piano politico, se non il tentativo di eliminare il pluralismo e tantomeno  rappresenta per i cittadini del Lazio alcun vantaggio dal punto di  vista del risparmio.

Infatti le poche decine di addetti ai gruppi sarebbero eliminati dai piccoli per andare a gonfiare oltremodo gli  staff dei grandi partiti proponenti la riforma". Lo ha detto  Antonietta Brancati, capogruppo dei Repubblicani Liberali e Riformatori alla Regione Lazio, in riferimento all'approvazione in commissione del nuovo testo del regolamento del consiglio regionale  approvato in commissione affari costituzionali e statuari.

"Però - ha aggiunto - cogliamo con interesse l'accusa che il  consigliere D'Amato rivolge a chi cambia formazione politica, che per  quanto ci riguarda e' frutto di una valutazione di incompatibilità  con le proprie convinzioni politiche.
 Ci fa molto piacere che D'Amato faccia autocensura perchè proprio lui eletto nel Pdci, parcheggiato nei rossoverdi e poi approdato nel Partito democratico.  Quella che D'Amato sbandiera come l'inizio della stagione delle riforme, sembra piu' l'inizio della eliminazione della libera  espressione democratica". 

 "Continua la scelta che si e' dimostrata dannosa per il Pd in questi ultimi mesi - ha aggiunto il capogruppo dei Repubblicani Liberali e Riformatori -, della volontà di sopprimere il pluralismo in un inciucio suicida,
che conti alla mano, sta premiando solo il  PdL.
Non e' bastata la sconfitta alle elezioni politiche in virtù  della vocazione maggioritaria, non e' bastata la sconfitta in Abruzzo ne' il crollo del Pd in Sardegna, e se le riforme che il Pd intende avviare con grancassa sono quelle della mortificazione delle forze  minori, riteniamo che sia una strada per il Pd tutta in salita.
La tanto sbandierata e abusata semplificazione, scaturita dall'osceno  accordo Berlusconi- Veltroni, a danno delle forze minori e ribadita  con la scellerata riforma elettorale anche per le europee, continua  anche nella nostra regione per sopprimere qualunque voce libera e  alternativa al finto bipartitismo Pd-PdL". "Sono ben altre le riforme che i cittadini della  nostra regione vorrebbero vedere promosse - ha proseguito Brancati -,  a cominciare dalla diminuzione delle Asl, vera fronte di sprechi nella sanità e dall'eliminazione delle consulenze non sanitarie, dalla  riduzione degli stipendi dei direttori generali delle innumerevoli  società a partecipazione pubblica, alla trasparenza nei concorsi  pubblici, alla meritocrazia negli ospedali, ad un maggiore impegno  nella ricerca, ad una maggiore trasparenza nello svolgimento dello  spoglio elettorale, dove si consumano collusioni e brogli, una  maggiore promozione della qualità della vita, strade più sicure, una mobilità che non penalizzi i pendolari, una viabilità che non crei  danni quotidiani, una sanità che non costringa i malati della nostra  regione ad essere parcheggiati sulle barelle, una battaglia per  l'accesso al credito delle piccole e medie imprese, la semplificazione burocratica".
"Se queste sono le grandi conquiste e le riforme che propone il  Pd - ha concluso -, credo che i cittadini laziali abbiano a che  preoccuparsi. Il governatore Storace nella sua riforma statutaria con le quote rosa e il rispetto di tutte le forze aveva dimostrato molto  più riformismo e democrazia degli aspiranti riformisti che in queste  ore siamo costretti ad ascoltare". 
 
Agazio Furina- Portavoce presso il gruppo Consiliare Regione Lazio

POLITICA
3 marzo 2009
Salviamo il Parco Loricina


Desidero segnalare l'iniziativa di Fulvio Vecchiarelli
tesa a portare all'attenzione dell'Amministrazione Comunale di Nettuno
le condizioni di degrado in cui versa il Parco Palatucci.
Denunciamo lo scempio che ci ha lasciato chi ha avuto la geniale idea di togliere un pezzo di verde e cementarlo per farne una piscina, di cui oggi purtroppo rimane "un buco col cemento intorno..."


Fulvio Vechiarelli ha costituito un gruppo su Facebook
per proporre un Iniziativa Concreta di recupero del Parco:
http://www.facebook.com/group.php?gid=51123929164
dove è possibile iscriversi e apportare nuove idee.



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POLITICA
27 febbraio 2009
Organismi eletti dal 5° Congresso Nazionale del PLI


Di seguito vengono riportati gli organismi Nazionali eletti al 5° Congresso Nazionale svoltosi a Roma dal 20-22 febbraio 2009:

Presidente d’Onore:  Carla MARTINO

Presidente: Carlo SCOGNAMIGLIO PASINI

Segretario Nazionale: Stefano de LUCA

Vice Segretario Nazionale: Paolo GUZZANTI

Presidente Consiglio Nazionale: Enzo PALUMBO

UFFICIO DI SEGRETERIA:

Roberto Petrassi, Ivano Uncini, Mario Caputi, Stefano Maffei.

DIREZIONE NAZIONALE:

 Mauro ANETRINI  – Mauro ANTONETTI  – Antonietta BRANCATI  - Salvatore BUCCHERI  – Giuseppe CARRIERI  – Alessandro DALLA VIA  – Calogero LO CASTRO – Roberto PETRASSI  – Galgano PALAFERRI  – Francesco SISCA  – Augusto TAGLIATI

CONSIGLIO NAZIONALE

Lista “Democrazia Liberale” 
Guido ANETRINI – Vincenzo BRANCATI  – Silvia BRUTTI – Francesco CAPACCIONI  - Claudio CANEPA – Carlo CAPPELLARI  - Francesco CARRARA – Roberto CATALANO  - Giancarlo COLOMBO – Teodoro De La GRANGE  –Danilo DE LUCA - Nicola DI GENNARO 1 -Riccardo DI NUCCI  – Stefano DI RIENZO  – Claudio FERRANTE  – Nazareno FERRAZZA  – Agazio FURINA  – Claudio GENTILE  – Carlo GIALOBONE  – Cosimo GIANNOTTA  – Maria Luisa GIARDINA  – Marco JOUVENAL   – Pasqua LABBATE – Federico  LASCHI  – Maria Carmela LIGGIERI  - Enzo LOMBARDO  – Michele MACCHIONI  – Piervincenzo MANCUSO – Claudio MARCHESINO  – Alberto MARCHETTI  – Marco MARUCCO   – Lucio MAZZIA  – Marco MENEGANTI  – Luigi MICELI  – Elena MUCCIOLO  – Francesco NIGRO –  Emilio PATACCHIOLA  – Romano PETRALIA  – Agostino PORTANOVA  – Carlo RAGNI  - Mario RAMPICHINI  – Paolo ROSATI  – Angelo SGOBBA  – Luigi SAMBUCINI  – Pierfrancesco SANTORO  – Enrico SAPONARO  – Massimo STACCIOLI  – Girolamo TRIPI  – Grazio TRUFOLO  – Nico VALERIO  – Valentina VALENTI

LISTA “Italia Liberale”

Arturo DIACONALE   – Marco TARADASH   – Angelo CANIGLIA   – Gherardo GUAZZINI  – Elisa SERAFINI  – Gionata PACOR   – Roberto DORIGUZZI  – Diego DI PIERRO  – Paolo REBUFFO   – Emilia ROSSI  – Ciro PALMIERI  – Giovanni CASSANDRO  – Fabio PAZZINI  – Carlo MONACO  – Maria Rosa VAROTTO  – Patrizia NICOLINI  – Francesco LA TERZA  – Dino TRICARICO  – Pietro MILIO



POLITICA
24 febbraio 2009
La dichiarazione del Segretario Nazionale Stefano de Luca



24 Febbraio 2009

Cari amici, sono orgoglioso di un partito che, a differenza dei partiti oligarchici e padronali, ha saputo fare un Congresso vero, partecipato, combattuto, pieno di idee e proposte. Non mi preoccupa qualche eccesso verbale, che si spiega con la perdita, nell’Italia della seconda Repubblica, dell’abitudine al confronto. Ringrazio pertanto tutti coloro che hanno partecipato, direttamente con la loro presenza fisica, o anche da lontano, attraverso il sito, all’evento congressuale del Partito. La novità che abbiamo registrato è che l’Italia ha bisogno di un Partito Liberale per resuscitare la passione per la politica e difendere il mercato, la sburocratizzazione, la laicità dello Stato, il mercato, il riconoscimento del merito, la libertà della scienza e della cultura, la lotta ai monopoli pubblici e privati, la legalità, la separazione dei poteri, il diritto ad essre giudicati da giudici terzi; in una parola la Democrazia Liberale.

Spero di poter contare, dopo le prime dichiarazioni poco incoraggianti, della collaborazione della minoranza. Anche questo sarebbe un segno di rinnovamento nei fatti e non solo a parole. Credo che sia venuto il momento di superare il complesso dello 0,3%, come ci dimostrano i fatti: il PD è già stato retrocesso da Veltroni a Franceschini, il PDL rivelerà definitivamente la sua “vocazione democratica” al proprio Congresso, Lega e IDV fanno venire i brividi ad ogni persona di cultura liberale e democratica.

Se sapremo impegnarci sul territorio e guardare lontano,considerando chiuso col Congresso il dibattito interno, potremo condurre una magnifica campagna di Primavera che potrà essere amplificata in Parlamento da Paolo Guzzanti.
La direzione nei prossimi giorni varerà un programma intenso di iniziative. Conto, ancora una volta, sul vostro impegno.
Grazie ancora, un caro abbraccio

Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI


Paolo Guzzanti

Antonietta Brancati

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Foto: Guerci Carla

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