
Dichiarazione di Antonietta Brancati (LRR) Capogruppo dei Liberali Riformisti
Quando lo scontro politico si trasferisce, come è avvenuto in Italia, dal terreno ideale e valoriale a quello del potere, produce cattivi governi ed un’ondata irresistibile di veleni. In questi giorni i media, nell’intera completezza ci si sono buttati a capofitto sulle faccende private di Piero Marrazzo, sottoponendolo a una gogna mediatica di inaudita violenza, mettendoci dentro di tutto e di più, ad eccezione del Foglio, senza alcun rigurgito di garantismo. I cittadini normali, gli uomini semplici non possono non essere turbati da tutto ciò e domandarsi in che Paese viviamo?
Noi Liberali siamo sempre stati per la solidarietà e garantisti per natura, pertanto vediamo la questione che ha investito Piero Marrazzo soprattutto sul piano umano e da cittadino. Quindi noi siamo totalmente solidali a livello umano ci battiamo perché il dramma che ha investito ora Piero Marrazzo, che aveva investito già Enzo Tortora, non ci accadano più nel nostro Paese. Gli ipocriti cinicamente oggi affermano che ‘Però che è stato bravo, ha avuto il coraggio di autosospendersi e poi di dimettersi’, e mi chiedo perché cosa altro poteva fare? Eppure di questi ipocriti ce ne sono in gran quantità, e si parano nell’ombra. Molti di questi stanno dietro le televisioni e nei giornali. Il caso Marrazzo è frutto di una società farisaica, arretrata, ipocrita e cinica che non tiene conto dei drammi personali.
Berlusconi per i primi due anni aveva promesso una società liberale; poi quando si è reso conto che poteva continuare a vincere senza convincere, usando le sue arti commerciali, si è occupato esclusivamente dei propri affari e dei suoi problemi, mentre la società imboccava la via del declino liberale, e anzi si cercava di imporre ai cittadini il bipartitismo dei veleni.
Purtroppo sono cadute quelle garanzie liberali che difendono dal calvario i diffamati e i calunniati. Vorrei ricordare che qualche anno fa Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti in carica, subì, come è accaduto a Piero Marrazzo, un attacco mediatico formidabile ed una conseguente indagine giudiziaria costata 40 milioni di dollari ai contribuenti americani, perché accusato di rapporti con una stagista.
La moglie di Bill, l’attuale Segretario di Stato Americano, Hillary, sostenne orgogliosamente suo marito in tale miserabile frangente, come sta facendo la moglie di Piero Marrazzo. Questo tanto per ribadire il coraggio delle donne.
Le strumentali accuse fatte a margine a Bill, comprese quelle di avere inizialmente negato il fatto, formulate dai benpensanti interessati, non ebbero l’esito desiderato e Bill rimase al suo posto con grande dignità e competenza fino allo scadere del suo secondo ed ultimo mandato. Ora Clinton è uno degli uomini politici più amati e rispettati, in America e nel mondo.
Oggi dobbiamo discutere delle nefaste dimissioni del Presidente Marrazzo.
Se, come dichiara il PM, il presidente Marrazzo non è indagato per nessuna ipotesi di reato di cosa stiamo discutendo? C’è qualche legge nazionale o regionale che proibisce di avere relazioni anche diverse? No, c’è solo la violenza dei media.
Dunque questi non sono affari nostri, nessuno chiede di rendere di pubblico dominio le abitudini sessuali di nessuno, né di destra né di sinistra, potremmo fare esempi ma non ci prestiamo a questo gioco al massacro e nessuno di noi chiederà mai di rendere pubbliche le cose private. Evidentemente il peccato di Piero Marrazzo è quello di non aver rubato, di non essersi fatto i soldi approfittando del ruolo svolto, di non aver costruito un labirinto di clientele con “raccomandazioni” come in uso fin dai tempi della vecchia democrazia cristiana e tuttora di grande attualità per i nostalgici del mestiere.
Ha il Presidente Marrazzo procedure giudiziarie in corso in materia di corruzione, concussione, appropriazione indebita, turbativa d’asta, lady asl, corsi di formazione fasulli, e chi più ne ha più ne metta? No, e allora perché mai si doveva dimettersi, come gli è stato chiesto a gran voce? Non risulta il peculato, non risulta la corruzione, non risultano neppure relazioni con minorenni!
S’è per caso dimesso il senatore Toscano per i suoi problemi con la gravissima sanitopoli pugliese, per le sue amicizie tarantiniane? lui si che dovrebbe farlo, ma si è ben tutelato con l’immunità parlamentare come altri esponenti del PDL qui nel Lazio, interessati da gravissimi scandali, che oggi sono in parlamento.
Non si può nemmeno dire che si tratta di due pesi e due misure perché Marrazzo nulla ha commesso di quanto pubblicamente è stato attribuito a Toscano e a quest’altri signori. La questione è ancora più grave.
Non vorrei che Marrazzo avesse dato fastidio in quanto svincolato da logiche e interessi e questo dello scandalo sessuale, che scandalo è solo per i baciapile, con le sue implicazioni, è solo un pretesto, magari voluto. Vedremo nei prossimi mesi quali saranno le candidature, magari più “sensibili” alle logiche ed agli interessi inconfessati ed inconfessabili, ma quello che ha stupito è che è stato presentato un uomo con la faccia pulita e non si è voluto pagare il prezzo che comporta l’onestà del medesimo.
Indro Montanelli osservava: conosco tanti mascalzoni che non sono perbenisti, ma non conosco nessun perbenista che non sia anche mascalzone. La vicenda Marrazzo rende ancor più ineludibile una attenta riflessione sullo stato della convivenza politica in questo paese.
E per questo che noi Liberali e Riformisti, certi di interpretare i desideri di qualsiasi persona liberale, repubblicana e riformista, e soprattutto libera, di spirito e da interessi, abbiamo chiesto al Presidente Marrazzo di rimanere al suo posto, al di là di una questione tanto personale, come peraltro aveva fatto Bill Clinton.
Non a caso il nostro gruppo liberale e riformista non ha mai chiesto le dimissioni del Presidente, ma le rispettiamo solo se sono una sua scelta personale. Non sono emersi fatti da lui commessi che potessero giustificare una richiesta del genere. Ci sono solo violazioni da parte di terzi delle più elementari regole nel funzionamento della struttura pubblica e nel corretto utilizzo dei mezzi di informazione.
Tanto che stentiamo perfino a credere che possano esservi state pressioni sull'interessato per indurlo a passi indietro per ragioni di salute e addirittura a dimissioni non dovute, solo perché una concezione ipocrita e conformista dei rapporti politici imporrebbe di farli dipendere dalle preferenze sessuali delle persone. Oggi, il nostro maggior impegno deve essere quello di contribuire a realizzare un nuovo e diverso clima politico in cui si riscopra il confronto sui diversi progetti e sulle diverse alleanze programmatiche di governo.
Bisogna dire basta alla battaglia politica fatta attraverso il buco della serratura, nelle garçonnières, sotto le lenzuola e in generale occupandosi solo del privato. Ogni persona, di qualsiasi genere sia, è prima di tutto un individuo e l'esperienza storica ha mostrato che i cittadini sono tanto più liberi e la convivenza più fruttuosa quanto più è robusto il diritto al proprio privato garantito costituzionalmente.
Distorcere la passione politica fino a farle invadere il privato è un errore molto grave e assai pericoloso. Bisogna che cessi subito l'andazzo che è andato crescentemente ammorbando la nostra società.
Oltre a questo aspetto, nella fattispecie si sono appunto verificati pesanti violazioni dello stato di diritto e dell'uso dei mezzi di informazione. Del tutto inaccettabili. La vicenda è scoppiata pubblicamente non perché vi sono state le opportune indagini su un tentativo di estorsione a danno dell'interessato perpetrato da pubblici ufficiali ma perché il provvedimento del magistrato a carico di terze persone è stato reso noto a chiunque nella sua interezza.
Ormai è diventata un'abitudine, ma non per questo è meno illegale e odiosa. Dalle procure filtrano notizie come da un colabrodo, vi sono più buchi che negli acquedotti siciliani. E questo fatto di per sé distorce i principi cardine della convivenza, che si fonda sul rispetto della legge, non sulla condanna erogata e da espiare, come nel far west, prima di un giusto processo. Nessuno può nascondersi più dietro la ritualità delle inchieste ogni volta fatte nelle Procure senza individuare mai le responsabilità. Il ripetersi della fuga di notizie sui provvedimenti impone una svolta nei comportamenti per iniziare finalmente ad individuare le responsabilità effettive nella violazione delle procedure.
Inoltre la vicenda Marrazzo ha ancora una volta messo in evidenza un modo distorto nell'uso dei mezzi di informazione. Noi siamo convinti che compito dei mezzi di informazione in una democrazia libera sia dare ai cittadini le notizie indispensabili per consentire loro di giudicare quanto fa chi li governa e chi li rappresenta. Solo che, come è ovvio, qualunque mezzo di informazione diffonde le notizie filtrandole.
Però il filtro dominante ha finito per essere quello delle notizie in vario modo scandalistiche (sulla vita privata o sul potere dei personaggi noti), notizie scandalistiche che sostengono la tiratura puntando sulla morbosità ma fanno riflettere poco o punto sulle cose da fare. Ciò attiva una sorta di frullatore mediatico che tende a trasformare l'attitudine a vedere e a capire la realtà avendo la prospettiva di riforme nel tempo, in una frenesia di far apparire come realtà quello che invece è semplicemente voler cogliere l'occasione dello scoop ad ogni costo. Senza approfondire i reali meccanismi sottostanti e senza verificare i comportamenti effettivi delle persone. Gli unici parametri utilizzati sono quelli dello spettacolo, del presunto evento storico, della bacchetta magica.
Ecco perché, a cominciare dall’agenzia ANSA, larga parte dei giornali – e purtroppo pressoché tutti quelli dell’opposizione nazionale – in questo caso ha ritenuto questione politica fondamentale mettere in risalto la vicenda Marrazzo, che è solo una vicenda privatissima. E perché in generale, da mesi, in diverse circostanze si è cercato di dettare un’agenda politica fondata su prestazioni sessuali come sistema di approccio sostitutivo della professionalità operativa e degli approfondimenti politico culturali. Il che tra l’altro distoglie l’attenzione da ogni sforzo per costruire un progetto alternativo nella conduzione dei vari livelli istituzionali, cosa che, voglio rilevare di passaggio, è una forma di aiuto non richiesto ma graditissimo al perdurare del dominio politico culturale del berlusconismo, nonostante i mistici dell’opposizione dicano a parole di volerlo mandare a casa.
Il nostro gruppo Liberali e Riformisti ritiene che queste tre questioni debbano divenire il fulcro di un impegno politico sempre più partecipato. Specie trovandoci a fine legislatura e avviandoci comunque al momento elettorale, crediamo molto importante che queste problematiche costituiscano l'essenza del metro con cui ci si confronterà per costruire le alleanze di governo da proporre ai cittadini.
La politica, siamo convinti, deve ritornare sempre più ad essere una sede di proposte concrete per riforme capaci di attivare il cambiamento sociale tra i cittadini in carne ed ossa. Chiediamo altresì agli avvoltoi della morale altrui di fare un passo indietro per permettere all’Italia tutta di fare un passo avanti.
Una cosa sola è certa: questo imbarbarimento è conseguenza di un forzato bipartitismo, tutto proteso alla conquista del potere, che ha come conseguenza, la spasmodica ricerca dello scandalo che possa destabilizzare chi lo detiene, sia da parte dell’avversario, ma, sovente, a causa del fuoco amico del concorrente della stessa parte. Il Presidenzialismo potrebbe portare, in questo clima di personalismi e di qualunquismo, alla elezione dell’eroe o dell’eroina di turno del “grande fratello”. Attenzione! Ringraziamo, quindi, i fondatori della Repubblica per la loro lungimiranza nel concepire una Costituzione, fondata sulla separazione dei poteri. Il delicato equilibrio tra Presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale, indipendenza del Potere Legislativo, come dell’ Ordine Giudiziario, si rivelano, oggi più che mai, valori permanenti da difendere.
Grazie Presidente Marrazzo per tutto quello che hai fatto per questa Regione, hai fatto tutto quanto hai potuto per non farla sprofondare. Hai tutta la nostra incondizionata solidarietà a livello politico e umano.